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Storie di Vita

MASSIMO IMPEGNO E MASSIMA LIBERTA’ – 1.

Due parole inconciliabili?

Le due parole del titolo – IMPEGNO E LIBERTA’ – sembrano inconciliabili: se devo impegnarmi al massimo, come faccio poi ad essere libero?

Riflettiamo su questa frase che ho già scritto altre volte: “Se l’ego è superato da una visione di unità e di interconnessione con il tutto, allora diventiamo creativi e siamo in grado di modificare la realtà”: questo scrivevo qualche tempo fa. È un’affermazione sbalorditiva, sembra che  la scienza ci faccia entrare in un mondo fatato e pieno di sorprese.

La risposta della scienza

In effetti, la scienza ci apre la strada verso incredibili possibilità: dal momento che noi siamo composti di atomi, è fondamentale scoprire il comportamento delle particelle che compongono l’atomo (protoni, neutroni ed elettroni); da questa analisi potremo derivarne indicazioni sul nostro comportamento come persone umane. Ebbene, la scienza afferma che le particelle quantistiche, che costituiscono la realtà, si comportano in modo bizzarro ed anomalo: non seguono sempre una logica comportamentale come ci si potrebbe aspettare; l’elettrone, ad esempio, può passare da un’orbita ad un’altra senza obbedire ad un legge precisa e definita.

Qual è allora l’elemento che trasforma in realtà concreta le possibilità preesistenti? In altre parole: che cos’è che induce le particelle a scegliersi un certo modo di comportarsi ed attuare in quel modo le possibilità preesistenti?

Come esercitare il nostro impegno nella libertà

La riposta a questa domanda appartiene di più all’esperienza che alla scienza, o meglio: l’esperienza acquisisce un valore scientifico nel momento in cui si vede come le possibilità si realizzano. Ebbene, è la nostra capacità di creare intenzionalmente certe condizioni di coscienza che dà la possibilità di creare la realtà. Queste condizioni non appartengono alla sfera del capriccio, ovviamente. Sarebbe un bel problema se tutti ottenessero che il proprio semaforo fosse sempre verde. Ma non appartengono nemmeno alla sfera della razionalità, perché, come dice Einstein, il segreto per risolvere un problema è cambiare il livello di pensiero che ha generato quel problema.

Sentimento ed emozioni: determinanti

E quale sarà mai questo nuovo livello? Questa è la sorpresa: sono il sentimento e l’emozione umana i fattori che influiscono sulla materia di cui è fatta la realtà. È questo nostro linguaggio interiore che cambia gli atomi, che fa girare gli elettroni e i fotoni come noi vogliamo e che modifica quindi la realtà.

E la religione e la scienza?

Chi ci dà questa risposta? Non viene dai pronunciamenti dogmatici delle tradizionali religioni. Esse puntano tutto sull’obbedienza e guardano con sospetto la dimensione emozionale ed intuitiva dell’uomo; ci invitano piuttosto ad una passiva accettazione di questa “valle di lacrime”. Nemmeno ad una certa scienza appartiene questa risposta, essendosi essa basata di più sulla razionalità che sull’intuizione; risposta che viene invece dall’esperienza di civiltà e persone che l’hanno sperimentata.

La saggezza antica dimenticata

È molto difficile intravederla all’interno della nostra cultura, ancora basata su di una concezione meccanicistica della realtà. La  possiamo trovare facilmente dove l’emisfero destro del cervello è stato meno condizionato da un certo tipo di scienza e da una religione dogmatica. La troviamo quindi nella saggezza dei libri e dei Vangeli gnostici fatti sparire dai sommi sacerdoti cristiani; questi sono riapparsi pochi decenni fa nell’antica biblioteca di Nag Hammadi e nelle mura dei templi del deserto egiziano. La troviamo nella cultura dei nativi americani, negli sciamani sudamericani e nelle tribù africane, nei monasteri tibetani. L a troviamo finalmente nei mistici presenti anche all’interno della nostra cultura;  ne troviamo però molti di più al di fuori delle religioni istituzionalizzate e nei paesi che per vari motivi sono rimasti al di fuori delle logiche del potere e del benessere materiale.

Non condizionamenti e libertà

Perchè mai ci poniamo queste domande? Per il motivo che, se vogliamo sentirci liberi, è necessario uscire da condizionamenti costrittivi e metterci in sintonia delle leggi della natura. Sarà inoltre un contributo efficace per un mondo migliore ed il raggiungimento della piena realizzazione di noi stessi. Per questi obiettivi occorre che ci collochiamo al di fuori delle risposte tradizionali dettate dalle logiche del potere. Anche minoranze di popolazione, se in sintonia con le leggi universali della natura, come le stiamo descrivendo, sono in grado di modificare la realtà.

Continueremo  questo argomento con altri approfondimenti che debbano ispirarci fiducia sul contributo che possiamo dare per la nascita della prossima Età dell’Oro.

2 Comments

  • Monica

    Bella visione, grazie. Questo articolo parla di un nuovo punto di vista, confermato da varie fonti…Fare nostro tutto questo cambia la vita. Grazie Guido

  • Flora

    Una tematica molto interessante. Rifletto su quanto sia necessario affrancarsi dai condizionamenti dell’attuale società per sentirsi liberi! Quanta necessità di cambiamento si avverte, a partire dal singolo individuo! Ognuno per la propria parte, con il contributo personale per costruire piccole comunità nuove, attive, più libere! Una bella sfida!Grazie, Guido!

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