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Un cioccolatino simbolo di una citta gianduia
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Un cioccolatino simbolo di una città

Un cioccolatino simbolo di una città.

Il gianduiotto è il più rinomato cioccolatino che potete trovare in qualsiasi pasticceria di Torino. 

Ma qual’è la storia di questo, particolare e rinomato cioccolatino?!

Scopriamola insieme.

Buona lettura

La Leggenda

Si narra, non vi sono però fonti documentate di tale avvenimento, che a metà dell’800, Napoleone Bonaparte, impose un blocco continentale sulle importazione delle fave di cacao (da cui deriva il cioccolato)

Un cioccolatino simboli di una città noccioleQuesto, fece si che tale materia prima arrivasse in Europa dalle americhe in piccolissima quantità e con prezzi esagetamente elevati.

E allora come fare ad ovviare a ciò?! Ci pensò Paul Caffarel (che già dal 1826, aveva aperto un suo laboratorio di cioccolato a Torino).

L’invenzione del gianduiotto

Secondo tale versione, dopo aver ideato la formula qualche anno prima, nel 1865 brevettò la ricetta del gianduiotto

Univa le nocciole (un ingrediente presente nella tradizione dolciaria piemontese poiché esisteva una varietà autoctona di nocciole detta “gentile della Langa” molto rinomata ancora oggi) che venivano lavorate fino a farle diventare una crema al cacao e al latte (solo al giorno d’oggi esistono i gianduiotti con il cioccolato amaro).

Il tutto, poi veniva messo nei caratterististi stampi simili a lingotti e incartati con la caratteristica carta dorata. 

In quello stesso anno, per pubblicizzare la novità durante il periodo di carnevale, la tradizionale maschera cittadina Gianduja (da cui il prelibato cioccolatino prende il nome) li lanciava al pubblico.

Oggi

Il gianduiotto di Torino, è candidato per ricevere la denominazione geografica protetta

Un cioccolatino simboli di una città gianduiottiSicuramente, è tra i simboli gastronomici della città più rinomati e potete trovarlo in qualsiasi negozio di dolcezze a Torino, nella sua provincia e un po’ in tutto il Piemonte  ma al giorno d’oggi, essendo diventato un gusto classico, potete trovare il rinomato cioccolatino ovunque.

Non crediate che la produzione di Caffarel si sia estinta

Ancor oggi, presso Luserna S. Giovanni, paese natale di Paul Caffarel, in provincia di Torino, esiste una fabbrica dolciaria che porta il suo nome.

Oltre alle altre prelibatezze a base di cioccolato e squisite caramelle (le migliori per me sono le gelatine alla frutta) produce il gianduiotto 1865, distinguibile dagli altri proprio perchè riporta sulla carta doratata questa data.

E voi avete mai assaggiato il gianduiotto caffarel? Cosa ne pensate?  Scrivetelo nei commenti.

Grazie per il tempo che mi avete dedicato.

Un saluto.

Romina Godino

Romina Godino

Persona creativa in tutto, ama condividere le proprie conoscenze, esperienze, passioni e riflessioni sui grandi temi della vita attraverso la scrittura. Scrivere per lei, oltre ad essere uno sfogo personale e un valido strumento attraverso il quale si può confrontare con il mondo esterno.

2 Comments

    • Romina Godino

      Romina Godino

      Si. Come ho detto il gianduia è il mio preferito. Mi si è sboccato un ricordo cara amica. Quando ero piccola nel mio paese c’era una pasticceria che faceva il cioccolato gianduia con le nocciole intere. ricordo quelle lunghe barre alle quali non sapevo resistere e d’inverno, quando tornavo da fare la spesa con mia mamma e passavo davanti alla pasticceria, facevo il diavolo a quattro perchè me ne comprasse un pezzo. Sarà che ero bambina, ma è il migliore che abbia mai mangiato in vita mia.

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