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Ritratto di Giovanni Boldini
Rubrica ARTE ed ARTISTI

L’arte di Giovanni Boldini

L’ARTE DI GIOVANNI BOLDINI

Mi è giunto inaspettato, qualche giorno fa, l’ invito a visitare la mostra di Giovanni Boldini,  un’esposizione che nella mia città sta registrando altissima affluenza, da “sold out”.

<La Belle Époque, i salotti, le nobildonne e la moda:  è il travolgente mondo di Giovanni Boldini, genio della pittura che più di ogni altro ha saputo restituire le atmosfere rarefatte di un’epoca straordinaria. Letteratura e moda, musica e lusso, arte e bistrot si confondono nel ritmo sensuale del can-can e producono una straordinaria rinascita sociale e civile>. È quanto si legge nella presentazione della mostra.

Mi appassiona tutto ciò che è frutto dell’ingegno umano e del talento,  concretizzato nelle opere. Inoltre considero il periodo ritratto da questo artista un momento di altissima espressione e rivoluzione nella storia umana, un tempo che ha portato alle scoperte e allo sviluppo tecnologico con significativo miglioramento delle condizioni di vita nella società. Mi riferisco alla fine  dell’800 e al primo decennio del ‘900, il periodo definito come  Belle Époque.

Ampiamente interessata e curiosa,  ho accettato l’invito.

Ora, in una sintesi, provo a presentarvi il pittore Boldini aiutandomi con le  note tratte da Wikipedia, alcune  fonti del web e gli appunti raccolti dalla chiara spiegazione di Jasmine, la nostra giovane guida.

L’ ARTE DI GIOVANNI BOLDINI

Nato a  Ferrara  il 31 dicembre 1842,  Boldini scomparve  a Parigi  l’ 11 gennaio 1931.  Egli è considerato uno degli interpreti più  sensibili e fantasiosi del primo ‘900. Non può invece essere annoverato – come ci ha  spiegato la guida – né tra i macchiaioli, né tra gli impressionisti. La pittura di Boldini è espressamente legata al periodo in cui è nata,  la Belle Époque, appunto.  E come tale è definito.

Figlio di una numerosa famiglia – aveva dodici fratelli – Giovanni dimostrò sin da giovanissimo una naturale predisposizione per l’arte. Aveva un temperamento indipendente e mal tollerava ogni imposizione didattica. Per questo il piccolo Giovanni abbandonò prematuramente gli studi scolastici per imparare i primi rudimenti pittorici sotto la guida del padre Antonio, il quale seppe ben valorizzare il precoce talento del figlio. La figura di Antonio, valido pittore purista, attratto dai maestri del Quattrocento, fu infatti fondamentale per la preparazione pittorica del figlio Giovanni.

Fu nell’ambiente emiliano che Zanin – così era chiamato in famiglia – mosse i suoi primi passi, disponendo dell’amorevole insegnamento del padre, il quale si rivelò un eccellente maestro, in grado di trasmettere al figlio-allievo una sicura familiarità con gli strumenti di lavoro. Ne è prova il piccolo Autoritratto che Giovanni Boldini eseguì nel 1856, a soli quattordici anni, “con una personalità e una flessibilità che vanno oltre la bravura tecnica.”

Giovanni Boldini, Autoritratto giovanile (1856); olio su carta, 16,5×13,5   cm,  conservato presso il Museo omonimo a Ferrara.

Divenuto adulto Boldini scelse di allontanarsi da Ferrara, città in cui si sentiva oppresso dal  fluire di prodotti pittorici sempre uguali, che non presentavano più alcun elemento d’interesse.

Visse poi a Firenze dove espresse il gusto contagioso per l’eleganza e la vita galante, ricevuti in famiglia presso il Salotto letterario della nonna paterna Beatrice. Fu proprio nel capoluogo toscano, presso il Caffè Michelangiolo,  che entrò in contatto con  una vivace schiera di pittori e intellettuali associati sotto il nome di  Macchiaioli.

Quest’ esperienza  fu stimolante per  Boldini perché ebbe l’opportunità di costituire la solida trama che ravviverà i suoi successivi dipinti francesi. Egli, aprendosi ad una trasformazione estetica, si orientò però verso la ritrattistica, genere che lo identifica come artista.

Decisivo per il suo successo fu il trasferimento a Parigi nel 1871. Nella Ville Lumière seppe sfruttare le occasioni per mostrare la sua abilità nell’arte pittorica, soprattutto nel ritratto; creò uno stile inconfondibile e ricercato che lo ha reso oltre che il pittore della Belle Èpoque anche il ritrattista delle belle dame e della società snob ed esclusiva di quel fine secolo.

I primi anni li trascorse lavorando per la galleria Goupil, uno dei mercanti più alla moda, producendo molte opere di genere. La modella e amante di quel periodo fu Berthe, con la quale visse per quasi un decennio. Sono i ritratti di Berthe a dargli i primi successi. È lei la prima vera divina e in lei, “quest’uomo piccolo e poco avvenente”, ha trovato la sua musa ispiratrice.

Poi conobbe Gabrielle, moglie del conte de Rasty che, verso la fine dell’ 800, divenne la sua musa e modella per alcuni anni. Un altro tipo di donna rispetto a Berthe, più mondana e provocante. In un’opera del 1879, Conversazione al caffè, il pittore le ritrasse insieme mettendo a confronto i due diversi tipi di femminilità. I ritratti in posa della contessa de Rasty, quelli ufficiali, sono numerosi. Così come numerosi sono anche i ritratti privati in cui la vediamo in atteggiamenti più disinibiti e provocatori.

Lontani dalla posa e dalla rigidità accademica i ritratti femminili sembrano istantanee dell’emozione del momento, dell’attimo irripetibile. Boldini è andato avanti e si è spinto oltre i limiti delle convenzioni. Attraverso la sua donna ha svelato la forza incontenibile del piacere, la libertà della passione amorosa. Tecnica e stile sono decisamente personali, arricchiscono  i quadri grazie alle ampie e rapide pennellate, alle tinte di contrasto e ai tratti che virano verso soluzioni di linee e colori molto più ardite e dinamiche rispetto le correnti dell’epoca.

Ma l’essenza della bellezza femminile è resa nell’Arte di Giovanni Boldini in modo ancor più libero e personale nei ritratti privati di ragazze anonime. Sono opere di natura più ‘segreta’.

Sarebbe riduttivo però non considerare anche la dote di eccellente disegnatore di Boldini che colse caratteristiche specifiche dei suoi soggetti, catturandone gli sguardi e le espressioni, in una sorta di ricerca psicologica degli stati d’animo, delle sensazioni, delle emozioni.

Le donne, ritratte da Giovanni Boldini su grandi tele, sembrano sporgersi in avanti e quasi venire incontro a chi si ferma per ammirarle. Le forme armoniose, le linee sinuose e affusolate dei corpi avvolti in sete evanescenti acquistano una carica di sensualità che colpisce. Corporee ed eteree allo stesso tempo, erotiche e innocenti, sembrano bellissime sirene, dotate di una leggerezza che le rende innaturali.

Sono questi ritratti la cifra dell’ Arte di Giovanni Boldini: hanno determinato il successo più di qualsiasi altra sua opera, paesaggi o cavalli o disegni. Sono questi ritratti di donne ad averlo reso famoso ed è  facile comprenderne il motivo. Al tempo la sua arte era molto richiesta e il suo studio a Parigi molto frequentato. Ovviamente si trattava di celebrità o di ricche dame che, grazie ai suoi dipinti, sono diventate eterne bellezze , nell’arte e nella storia. Indimenticabili. E noi siamo ancora qui ad ammirarle.

Per godere della bellezza di altre  opere dell’Artista clicca sul link.

Flora Crosara

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